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Psicologa nutrizionista a Roma: cosa fa e quando rivolgersi
Ottobre 30, 2026
Published by Elida on Novembre 1, 2026
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Capita a tutti di mangiare troppo in un giorno di festa. Il binge eating è un’altra cosa: sono episodi in cui si mangia una quantità di cibo molto grande in poco tempo, con la sensazione di non riuscire a fermarsi, e dopo arrivano vergogna e senso di colpa.

Che cos’è il binge eating

Il disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder) è riconosciuto come disturbo alimentare nel DSM-5, il manuale di riferimento dei disturbi mentali. Si parla di disturbo quando le abbuffate si ripetono nel tempo, in media almeno una volta a settimana per tre mesi, e causano un disagio importante. A differenza della bulimia, di solito non ci sono comportamenti per “compensare”, come il vomito autoindotto.

Come si riconosce

  • mangiare in poco tempo molto più di quanto la maggior parte delle persone mangerebbe;
  • sentire di aver perso il controllo durante l’episodio;
  • mangiare molto velocemente o fino a sentirsi male;
  • mangiare in segreto o da soli per vergogna;
  • provare disgusto, tristezza o colpa dopo l’abbuffata.

Riconoscersi in qualcuno di questi punti non significa avere un disturbo: solo un professionista può fare una valutazione. Se ti riconosci soprattutto nella fame legata alle emozioni, leggi anche la pagina sulla fame nervosa.

Perché non basta una dieta

Dopo un’abbuffata la reazione più comune è mettersi a dieta rigida. Ma restrizioni e digiuni spesso alimentano il ciclo: più si limita, più il rischio di perdere il controllo aumenta. Per questo, nel binge eating, conta lavorare insieme sul piano alimentare e sulle emozioni che stanno dietro al cibo.

Come si può essere aiutati

Le linee guida internazionali, come quelle del NICE, indicano la psicoterapia, in particolare quella cognitivo-comportamentale per i disturbi alimentari, come primo intervento per il binge eating. Nel mio lavoro unisco il supporto psicologico a un’alimentazione regolare, costruita sulla tua vita reale e senza diete impossibili.

Quando chiedere aiuto

Conviene parlarne con un professionista se le abbuffate sono frequenti, se ti fanno stare male o se pensi al cibo per gran parte della giornata. Non serve aspettare che la situazione peggiori. Puoi scrivermi su WhatsApp per un primo colloquio: trovi come funziona nella pagina come funziona il percorso.

Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la valutazione di un medico o di uno specialista.

Fonti

  • American Psychiatric Association, What are eating disorders?
  • NICE, Eating disorders: recognition and treatment (NG69)
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