Quando il rapporto con il cibo diventa un problema, spesso non basta una dieta. Si segue il piano per qualche settimana, poi arrivano la fame nervosa, le abbuffate, il senso di colpa, e si ricomincia da capo. È in questi casi che può essere utile rivolgersi a una psicologa nutrizionista.
Sono iscritta all’Albo degli Psicologi del Lazio e sono biologa nutrizionista. Significa che posso occuparmi insieme di due aspetti che di solito restano separati: cosa si mangia e perché si mangia. Il percorso parte da un colloquio in cui ascolto la tua storia con il cibo, le abitudini, le emozioni che accompagnano i pasti. Quando serve, affianco al lavoro psicologico un piano alimentare costruito sulle tue esigenze e sulla tua vita reale, non su uno schema uguale per tutti.
Le linee guida NICE (NG69, 2017) sui disturbi dell’alimentazione raccomandano trattamenti psicologici specifici, come la terapia cognitivo-comportamentale, con un’attenzione condivisa anche agli aspetti nutrizionali e fisici. Un lavoro in cui psicologia e nutrizione si parlano evita di curare il sintomo senza capire cosa lo mantiene.
Prima di un intervento bariatrico è prevista una valutazione psicologica, utile a conoscere la persona, le sue aspettative e le sue risorse, e a preparare il percorso. Le raccomandazioni internazionali (Sogg, Lauretti e West-Smith, 2016) descrivono come condurla. Dopo l’intervento il supporto può continuare, per esempio quando il peso risale o cambiano le abitudini a tavola.
Il primo incontro serve a conoscerci: ti chiedo di raccontarmi cosa ti ha portata qui, cosa hai già provato e cosa vorresti cambiare. Insieme decidiamo se e come proseguire. Ricevo a Roma e online, anche da fuori città. Le tariffe vengono comunicate al momento della prenotazione.
Scrivimi su WhatsApp al 335 689 8371 per fissare un appuntamento.
Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la valutazione di un medico o di uno specialista.
Leggi anche: Come funziona il percorso e domande frequenti